Aterosclerosi

Gli ACE inibitori riducono il rischio di gravi eventi vascolari nei pazienti con solo aterosclerosi

Gli ACE inibitori riducono la morbilità e la mortalità cardiovascolare nei pazienti con insufficienza cardiaca o disfunzione sistolica ventricolare sinistra. Tre studi clinici di ampie dimensioni hanno valutato l’effetto degli ACE inibitori nei pazienti stabili, senza le condizioni sopra descritte,...( Continua )

Il caso Torcetrapib: solo fatalità ?

Nel braccio di trattamento Torcetrapib-Atorvastatina le persone morte sono state 82 contro le 51 del braccio solo Atorvastatina. Matthew Herpes e Robert Langreth hanno pubblicato su Forbes un articolo di approfondimento sul caso Torcetrapib, sostenendo che Pfizer era a conoscenza...( Continua )

Il trattamento con Rosuvastatina associato a regressione dell’aterosclerosi all’ultrasonografia intravascolare

Rosuvastatina ( Crestor ) ha dimostrato di ridurre il volume della placca aterosclerotica tra il 7 ed il 9%. Questo effetto è stato osservato nel 63.6% dei pazienti. L’analisi è stata compiuta su 349 pazienti, ed il periodo osservazionale è...( Continua )

Maggior rischio di eventi avversi cardiaci associato agli stent medicati rispetto agli stent di metallo nudo

E’ stata esaminata l’incidenza di mortalità per tutte le cause, infarto miocardico fatale, rivascolarizzazione del vaso bersaglio, bypass coronarico o l’insieme di questi eventi avversi ( MACE ) in 9043 pazienti consecutivi, sottoposti ad intervento coronarico percutaneo ( PCI )...( Continua )

Lo stato redox del glutatione è un predittore indipendente di aterosclerosi precoce

Uno studio coordinato da Ricercatori dell’Emory University School of Medicine di Atlanta ha esaminato la relazione tra biomarker dello stress ossidativo e l’aterosclerosi in fase precoce. Lo stress ossidativo è un importante fattore eziologico nella patogenesi della malattia vascolare.I Ricercatori...( Continua )

Malattia coronarica: applicazioni cliniche dei risultati dello studio ASTEROID

Lo studio ASTEROID ha fornito convincente evidenza che la terapia con Rosuvastatina ( Crestor ) 40mg/die può indurre una regressione dell’aterosclerosi coronarica. In base alle diverse misure di efficacia, il 64-78% dei pazienti ha mostrato regressione dell’aterosclerosi coronaria dopo trattamento...( Continua )

La terapia con statine e beta-bloccanti riduce il rischio di infarto miocardico acuto

L’aterosclerosi coronarica si sviluppa lentamente nell’arco di decenni, ma è caratterizzata da improvvisi episodi instabili. I pazienti che presentano malattia coronarica instabile ( es. infarto miocardico acuto ) possono differire dai pazienti con malattia coronarica relativamente stabile ( es. angina...( Continua )

La terapia intensiva con statine può far regredire l’aterosclerosi coronarica

Lo studio ASTEROID pubblicato sul Journal of American Medical Association ( JAMA ) ha evidenziato come la terapia intensiva con Rosuvastatina ( Crestor ) 40mg una volta die produca una significativa regressione dell’aterosclerosi coronaria, come valutato mediante ultrasonografia intravascolare. Lo...( Continua )

Caratteristiche morfologiche dell’aterosclerosi coronarica nei soggetti diabetici

L’incidenza di diabete è in crescita tra la popolazione generale a causa dell’aumentare dell’obesità ed è probabile che questo comporti una più elevata incidenza di coronaropatia. E’ stato recentemente riportato in letteratura che i soggetti diabetici ( diabete di tipo...( Continua )

Colesterolo LDL: un maggior numero di pazienti trattati con Rosuvastatina raggiunge gli obiettivi delle lineeguida internazionali

Rosuvastatina ( Crestor ) è un farmaco ipolipemizzante che appartiene alla classe degli inibitori dell’HMG-CoA reduttasi, anche noti come statine. Gli studi clinici hanno dimostrato che Rosuvastatina è più efficace nel ridurre il colesterolo LDL rispetto ad altre statine: Atorvastatina...( Continua )

Tutti i pazienti con aterosclerosi dovrebbero assumere ACE inibitori ?

Una revisione sistematica di 3 grandi studi clinici, HOPE, EUROPA e PEACE, ha dimostrato che i pazienti con sola aterosclerosi possono beneficare degli ACE inibitori. Il trattamento con ACE inibitori riduce la morte per malattia cardiaca e riduce il rischio...( Continua )

AGI-1067, un farmaco sperimentale per la prevenzione dell’aterosclerosi

AGI-1067 è un farmaco, che viene assunto per bocca, in grado di bloccare l’espressione di VCAM-1 ( Vascular Cell Adhesion Molecule 1 ), prevenendo l’aterosclerosi. AGI-1067 sembra inoltre dotato di una potente attività antiossidante. Lo studio CART-1 ( Canadian Antioxidant...( Continua )

Regressione dell’aterosclerosi coronarica dopo trattamento intensivo con Rosuvastatina

Nel corso del 55th American College of Cardiology ( ACC ) sono stati presentati i risultati dello studio clinico ASTEROID ( A Study To Evaluate The Effect of Rosuvastatin on Intravascular Ultrasound-Derived Coronary Atheroma Burden ) che ha valutato mediante...( Continua )

Rosuvastatina : studi clinici del programma Galaxy

Il programma Galaxy è stato disegnato con l’obiettivo di confermare l’ipotesi secondo la quale Rosuvastatina ( Crestor ), una statina che migliora il profilo lipidico aterogenico e modifica favorevolmente i marker di infiammazione, sarebbe in grado di produrre significativi benefici...( Continua )

Studio ASTEROID: la terapia con Rosuvastatina è associata a regressione della placca aterosclerotica

L’obiettivo dello studio clinico ASTEROID ( A Study to Evaluate the Effect of Rosuvastatin on Intravascular Ultrasound-Derived Coronary Atheroma Burden ) è stato quello di valutare l’effetto del trattamento intensivo con la statina Rosuvastatina ( Crestor ) sulla progressione della...( Continua )

Studio CHARISMA: l’associazione Clopidogrel ed Aspirina può comportare dei rischi tra i pazienti con solamente fattori di rischio cardiovascolare

In uno studio che ha coinvolto più di 15.000 pazienti ad alto rischio, l’aggiunta di Clopidogrel ( Plavix ) al trattamento standard ( Aspirina a basso dosaggio ) non ha ridotto in modo significativo l’end point combinato: morte, infarto miocardico...( Continua )

Le donne con emicrania con aura presentano un aumentato rischio di eventi vascolari ischemici

L’emicrania è un comune disturbo cefalgico neurovascolare, cronico, intermittente, caratterizzato da grave cefalea episodica associata a disfunzione del sistema nervoso autonomo ed, in alcuni pazienti, a sintomi neurologici transitori, noti come emicrania con aura. Negli Stati Uniti, la prevalenza ad...( Continua )

Ipertensione lieve, se associata a sindrome metabolica il rischio cardiovascolare aumenta

Il 40% dei pazienti con ipertensione presenta anche altri fattori di rischio come ipercolesterolemia e sindrome metabolica. Prima regola, dimagrire: nei pazienti in sovrappeso, un calo di peso del 4% riduce la pressione di 3 mmHg. L’iperteso con sindrome metabolica...( Continua )

Potente effetto dell'associazione Rosuvastatina e Candesartan sull'aterosclerosi in un modello murino

Si osserva un aumento dell'evidenza riguardo alla relazione dislipidemia e sistema renina-angiotensina nell'aterogenesi.Sia la dislipidemia che l'attivazione del sistema RAS favoriscono l'espressione dei recettori per la lipoproteina a bassa densità ossidata ( ox-LDL ), come LOX-1.I Ricercatori dell'University of Arkansas...( Continua )

aterosclerosi: nuovi meccanismi e nuovi trattamenti

Nel corso dell’European Society of Cardiology ( ESC ) Congress 2005 sono stati presentati diversi lavori riguardanti la malattia vascolare aterosclerotica.Khoo et al, Oxford ( UK ), hanno valutato l’effetto della deficienza di tetraidrobiopterina ( BH4 ) sulla progressione dell’aterosclerosi.L’esperimento...( Continua )

L’ipertensione influenza la prognosi della nefropatia proteinurica in forma lieve

La conoscenza riguardo al ruolo della patologia vascolare nella progressione della malattia parenchimale renale sono scarse. Tuttavia, nei casi dei pazienti ipertesi con lieve proteinuria si tende a fare diagnosi senza biopsia renale di nefrosclerosi benigna. Ricercatori del National Defense...( Continua )

L’impiego delle statine nei pazienti con malattia cardiovascolare riduce il rischio di sepsi

L’aterosclerosi e la sepsi condividono diverse similarità patofisiologiche tra cui l’alterata regolazione immunitaria, l’aumentata trombogenesi e l’infiammazione sistemica. Uno studio, coordinato da Ronald Redelmeier del Sunnybrook & Women’s College Health Sciences Centre di Toronto ( Canada ), ha valutato la...( Continua )

Il trattamento intensivo con Atorvastatina per 1 anno non è risultato differente dal trattamento standard nella riduzione della calcificazione dell’arteria coronarica

Recenti studi clinici hanno suggerito che la terapia ipolipemizzante intensiva fornisce benefici addizionali rispetto al trattamento standard Mediante un esame alla tomografia computerizzata è stata quantificata la progressione della calcificazione dell’arteria coronarica ( CAC ). Lo studio multicentrico ha coinvolto...( Continua )

Relazione tra progressione dell’aterosclerosi coronarica e rischio di eventi cardiovascolari

Uno studio, condotto dall’University of Southern California, ha verificato se i cambiamenti nell’aterosclerosi a livello coronarico, misurati mediante angiografia coronarica quantitativa, fossero associati a rischio di evento cardiovascolare.Sebbene molti studi abbiano dimostrato l’efficacia delle statine nel ridurre la progressione dell’aterosclerosi...( Continua )

Il trattamento intensivo con Atorvastatina non è in grado di arrestare la progressione della stenosi aortica calcifica

La stenosi aortica calcifica ha molte caratteristiche in comune con l’aterosclerosi, tra cui l’ipercolesterolemia.E’ stato ipotizzato che la terapia intensiva ipocolesterolemizzante possa arrestare la progressione della stenosi aortica calcifica o indurne la regressione.Un totale di 155 pazienti con stenosi aortica...( Continua )

Più alta probabilità di ictus nei pazienti con lupus eritematoso sistemico

Il lupus eritematoso sistemico è una malattia infiammatoria sistemica associata a prematura aterosclerosi, vasculite, coagulopatia ed alta incidenza di ictus, soprattutto tra i giovani pazienti. Ci sono pochi dati riguardo ai sottotipi di ictus nel lupus eritematoso sistemico. Eswar Krishnan...( Continua )

Microalbuminuria, un predittore di prognosi sfavorevole a 3 anni nei pazienti non-diabetici con infarto miocardico acuto

Ricercatori greci hanno valutato il significato della microalbuminuria come un indice prognostico a 3 anni in 175 pazienti non-diabetici con infarto miocardico acuto.L’end point dello studio era rappresentato dalla morte cardiaca o dalla riospedalizzazione per un evento coronarico acuto.Nel corso...( Continua )

Rischi associati agli elevati livelli di omocisteina

Sebbene sia noto che le persone con trombosi ed aterosclerosi abbiano elevati livelli di omocisteina, non è chiaro se il danno vascolare sia causato direttamente dall’omocisteina o se l’aumento dei livelli di omocisteina sia una conseguenza del danno.Recenti studi hanno...( Continua )

Aumentata incidenza di aneurismi coronarici tra gli utilizzatori di cocaina

L’abuso di cocaina è stato associato a diverse complicanze cardiovascolari.Gli aneurismi dell’arteria coronarica e l’ectasia si presentano nello 0,2-5,3% tra i pazienti che si sottopongono ad angiografia e sono associati all’aterosclerosi, malattia di Kawasaki, o a rari gravi disordini.Uno studio,...( Continua )

Rischi cardiovascolari con un nuovo farmaco antidiabete, Muraglitazar

I recettori attivati dal proliferatore del perossisoma ( PPAR ) sono fattori di trascrizione nucleare che modulano l’espressione di numerosi geni. Sono stati realizzati farmaci che hanno come target due distinte famiglie di PPAR, PPAR-alfa e PPAR-gamma. Farmaci ad attività...( Continua )

La sindrome metabolica è associata ad una più rapida degenerazione delle valvole bioprotesiche

Diversi studi hanno riportato similarità tra calcificazione della valvola aortica nativa ed aterosclerosi. Recenti studi hanno indicato che l’ipercolesterolemia può essere un fattore di rischio per la degenerazione calcifica delle valvole bioprotesiche. La sindrome metabolica è associata ad un più...( Continua )

Gli antagonisti del TNF migliorano l’attività di malattia ma non la rigidità arteriosa nell’artrite reumatoide

L’infiammazione sistemica può svolgere un importante ruolo nella progressione dell’aterosclerosi e nell’aumentare l’incidenza di mortalità cardiovascolare nei pazienti con artrite reumatoide. L’Atorvastatina ( Lipitor ) riduce la rigidità arteriosa nei pazienti con artrite reumatoide dopo 6 settimane, un effetto questo...( Continua )

Enzima ACAT2, un target per l’aterosclerosi

Ricercatori della Wake Forest University – School of Medicine hanno studiato l’enzima ACAT2 in modelli animali.L’enzima ACAT2 ( Acyl-Coenzyme A: Cholesterol Acyltransferase 2 ) produce modificazioni del colesterolo mediante l’aggiunta di un acido grasso, permettendo in tal modo il trasporto...( Continua )

Le donne con sindrome metabolica a maggiore rischio di aterosclerosi precoce rispetto agli uomini

La sindrome metabolica è correlata ad un incremento del rischio di insorgenza di diabete mellito di tipo 2, malattie cardiovascolari ed ictus. Il diabete mellito di tipo 2 aumenta il rischio di ictus e di malattia coronarica in misura maggiore...( Continua )

aterosclerosi: l’ipotesi batterica ha ancora un fondamento ?

Due studi clinici hanno dimostrato che il trattamento antibiotico di lungo periodo non è stato in grado di ridurre il rischio di eventi cardiovascolari nei pazienti con malattia coronarica o sindrome coronarica acuta.Uno studio clinico ha valutato l’effetto dell’Azitromicina (...( Continua )

Studio MERCURY-I : lo switching a Rosuvastatina migliora il profilo lipidico

Il rapporto tra i livelli plasmatici dei lipidi è un marker clinicamente utile per valutare il rischio di malattia coronarica.Lo studio MERCURY-I ( Measuring Effective Reductions in Cholesterol Using Rosuvastatin therapy ) ha confrontato l'effetto delle statine, Rosuvastatina ( Crestor...( Continua )

L’ FDA ha giudicato favorevole il rapporto rischio/beneficio della Rosuvastatina

Nell’ambito del programma che prevede un rapido accesso alle informazioni di sicurezza rilevanti per la salute dei cittadini, l’ FDA ( Food and Drug Administration ) ha valutato il rapporto rischio/beneficio della Rosuvastatina ( Crestor ), un farmaco ipocolesterolemizzante. L’...( Continua )

L’aggiunta di un inibitore COX-2 all’Aspirina aumenta il rischio di coaguli ematici

Studi clinici hanno fornito nuove evidenze sul rischio cardiovascolare degli inibitori COX-2.In uno studio clinico i Ricercatori hanno osservato che l’Aspirina ( Acido Acetil-Salicilico ) a basso dosaggio in un modello animale di aterosclerosi rallenta lo sviluppo dell’aterosclerosi, ma solo...( Continua )

L’inibizione COX-2 può destabilizzare la placca aterosclerotica

Ricercatori della Pennsylvania University e del Wistar Institute hanno studiato un modello murino di aterosclerosi ed hanno dimostrato che il trombossano, o TxA2, prodotto dall’enzima ciclo-ossigenasi-1 ( COX-1 ), accelera il processo di aterosclerosi.E’ stato anche dimostrato che un farmaco,...( Continua )

La ridotta progressione dell’aterosclerosi è significativamente correlata alle maggiori riduzioni dei livelli sia di colesterolo LDL che di CRP nel pazienti con malattia coronarica

Recenti studi clinici hanno dimostrato un miglior outcome con il trattamento intensivo con le statine che con il trattamento moderato.Il trattamento intensivo è in grado di produrre riduzioni maggiori sia nei livelli di colesterolo LDL che nei livelli di proteina...( Continua )

 

 

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